Recensioni on line: ecco cosa stiamo facendo per risolvere il problema delle fattispecie diffamatorie e le possibili azioni a tutela della reputazione. Siamo attivi a livello nazionale, il Consiglio Direttivo e la Giunta Esecutiva di Federalberghi (di cui è membro anche la nostra Presidente Patrizia Rinaldis ) ha incaricato un avvocato specialista per approfondire il tema e portare avanti le cause pilota.
E’ sempre più diffusa la tendenza dei consumatori ad interagire sulla rete, consultando i pareri di altre persone prima di procedere ad un acquisto ed esprimendo pareri e raccomandazioni sulle caratteristiche di un bene o un servizio acquistato.
Il fenomeno si è particolarmente sviluppato nel nostro settore, con il proliferare di siti internet che a vario titolo acquisiscono e pubblicano i pareri rilasciati dai turisti in merito alle proprie esperienze di viaggio.
Gli strumenti di social networking che ospitano e facilitano tali relazioni, oltre ad offrire un servizio ai consumatori, possono risultare di utilità anche per le imprese, agevolando il monitoraggio e l’acquisizione delle opinioni della clientela.
Desta tuttavia preoccupazione il rischio che si diffonda una tendenza all’utilizzo improprio di tali strumenti. Tale rischio è aggravato dalla possibilità di pubblicare giudizi con contenuti inesatti e diffamatori senza che i gestori dei siti operino alcun controllo preventivo e senza che venga riconosciuto all’albergo recensito un reale e concreto diritto di replica. Inoltre, i giudizi sono spesso pubblicati in forma anonima e non è quindi possibile verificare se il commentatore abbia effettivamente soggiornato presso l’albergo.
Merita evidenziare che la pubblicazione di giudizi diffamatori, oltre a danneggiare gravemente l’impresa alberghiera, può provocare uno sviamento della clientela presso altre strutture, operando quindi una forma di concorrenza sleale, ma anche di pubblicità ingannevole a danno dei consumatori.
La materia ha costituito oggetto di ripetuti interventi di Federalberghi, volti a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla necessità di assicurare un uso appropriato delle recensioni, con trasparenza, correttezza e prevenendo le manipolazioni.
A tal fine, oltre a proporre l’adozione di modifiche delle leggi italiane che disciplinano la materia, abbiamo concorso in seno all’Hotrec (Confederazione Europea degli alberghi e dei ristoranti) all’attivazione di una linea di intervento che comprende tanto un confronto propositivo con i principali portali internazionali quanto la ricerca, nei singoli Paesi, di ogni strumento suscettibile di offrire maggiore tutela alle imprese.
In sinergia con tale impostazione, il Consiglio Direttivo e la Giunta Esecutiva di Federalberghi (membro di tali organi anche la Pres. Patrizia Rinaldis ) hanno ravvisato l'opportunità di acquisire il parere di un legale che precisi gli spazi di manovra di cui la Federazione e le aziende associate possono disporre, sul piano civile e penale, per tutelare i propri interessi nel caso in cui si rilevi la pubblicazione di recensioni alberghiere diffamatorie.
L’incarico di predisporre il parere legale è stato conferito all’avv. Giuseppe Cassano di Roma, docente universitario, Direttore scientifico della Rivista "Diritto dell'Internet".
L'avv. Cassano ha rappresentato al Consiglio Direttivo della Federazione gli esiti dell'approfondimento svolto, da cui è emersa la concreta possibilità di avviare alcune cause pilota contro i gestori di siti web che pubblicano commenti diffamatori su aziende alberghiere in forma anonima. Le cause dovrebbero essere avviate dalle aziende diffamate da recensioni apparse on line, con l’eventuale azione ad adiuvandum della Federazione.
Secondo il parere dell’Avvocato, occorrerebbe partire da una selezione di quelle situazioni che si immaginano diffamatorie e procedere in sedi diverse alla apertura del contenzioso civile e penale.
Al fine di verificare le azioni da supportare, vi invitiamo a segnalarci i casi di pubblicazione di commenti realmente diffamatori e lesivi dell’onore e reputazione disponibili ad intentare l’azione giudiziaria inviando una mail a questo indirizzo direzione@albergatoririmini.it.
mercoledì 23 gennaio 2013
martedì 22 gennaio 2013
Bando regione, 28 domande da Rimini per riqualificazione alberghi
Sono 53 le domande pervenute alla Regione per la riqualificazione delle strutture alberghiere. Il bando, che scadeva il 15 gennaio scorso, mette a disposizione 7 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive dell'Emilia-Romagna con un investimento minimo di 1 milione di euro e contributo massimo in conto capitale per 200 mila euro. Le domande presentate prevedono interventi complessivi per 108 milioni di euro e sono arrivate da tutte le province in particolare: 28 da Rimini, 8 da Ravenna, 4 da Bologna, 3 da Forlì-Cesena, 3 da Modena, 3 da Piacenza, 2 da Ferrara e 1 Parma. "Appare del tutto evidente che a fronte di un incentivo per la riqualificazione delle strutture ricettive vi è stata una consistente risposta da parte degli operatori", sottolinea l'assessore regionale a Turismo e commercio Maurizio Melucci. "E' molto probabile, purtroppo, che le risorse messe a disposizione non saranno sufficienti per finanziare tutti i progetti. Questa è la dimostrazione che le proposte che abbiamo avanzato al Governo nei mesi passati andavano nella direzione giusta. In particolare, che si può ottenere l'innovazione del prodotto turistico se vi sono agevolazioni fiscali (una detrazione degli interventi dalle tasse come per le abitazioni) e incentivi alla riqualificazione. Questa esperienza ci rafforza in questa convinzione, che ripresenteremo al prossimo Governo".
Anche la gestione degli Hotel va in crisi? Le riflessioni della Presidente Rinaldis rilasciate a Nuovo Quotidiano di Rimini
Pubblichiamo sul nostro blog un interessante articolo apparso oggi su Nuovo Quotidiano di Rimini con in intervista alla nostra Presidente Rinaldis. Gli affitti delle strutture sono calati di circa il 30% , i prezzi salgono ed è sempre più difficile trovare gestori.
NQ Rimini 22 gennaio - Un tempo era il sogno di tutti: gestire un albergo. Oggi non conviene più. O, comunque, non come una volta. Lo dicono i numeri: gli affitti delle strutture sono calati di circa il trenta per cento. Gli acquisti addirittura della metà. Non era mai successo che a fine gennaio ci fossero ancora strutture ricettive senza un gestore pronto a investire per l'estate. Quest'anno si continua a prendere tempo. E i prezzi, che vanno dai duemila ai quattromila euro a stanza, non accennano a diminuire.
NQ Rimini 22 gennaio - Un tempo era il sogno di tutti: gestire un albergo. Oggi non conviene più. O, comunque, non come una volta. Lo dicono i numeri: gli affitti delle strutture sono calati di circa il trenta per cento. Gli acquisti addirittura della metà. Non era mai successo che a fine gennaio ci fossero ancora strutture ricettive senza un gestore pronto a investire per l'estate. Quest'anno si continua a prendere tempo. E i prezzi, che vanno dai duemila ai quattromila euro a stanza, non accennano a diminuire.
La morsa della crisi. "Abbiamo diverse strutture ancora senza gestione – afferma la presidente dell'associazione degli albergatori, Patrizia Rinaldis -. In particolare quelle che non riescono più a stare sul mercato, quelle obsolete che non sono state ristrutturate". Gli investimenti che non ci sono stati in passato stanno presentando ora il conto salato. A marcare ancora di più il confine tra chi può andare avanti e chi no ci sono le direttive sull'antincendio: senza gli adeguamenti, previsti da ottobre, non si può aprire. "Tanti si preoccupano per la sopravvivenza quest'anno – continua Rinaldis -. Nessuno è in grado di fare previsioni su come andrà". I fattori sono tanti: dall'Imu, che per gli hotel può superare i diecimila euro, alla tassa di soggiorno. Le conferme arrivano anche dal presidente regionale di Federalberghi, Alessandro Giorgetti. "Siamo di fronte a un calo di circa il trenta per cento – afferma -. Per le vendite la percentuale arriva anche al cinquanta. Molti non hanno più quel coraggio di rischiare con un'impresa turistica, anche se resta comunque tra le più convenienti attualmente sul mercato".
Gli affitti alle stelle. Un problema che, a quanto pare, non riguarda solo i negozi del centro storico. Ora anche i gestori, affittuari, degli hotel faticano a reggere il carico dei canoni stellari. "Ormai è difficile fare quadrare i conti anche con strutture grandi e riqualificate – chiarisce la numero uno degli albergatori riminesi-. I prezzi richiesti dai proprietari sono difficili, se non impossibili, da sostenere. Ci sono da considerare la pressione fiscale e le nuove tassazioni". Per ottenere in gestione un albergo da sessanta camere in buone condizioni sono necessari dai 180 ai 200mila euro l'anno. Per i più piccoli possono bastare (si fa per dire) 120mila euro. Non è un caso che a fine estate molti abbiano deciso di mollare, anche dopo sette anni di attività. "I proprietari più intelligente cercano di calmierare i prezzi dei canoni per preservare il rapporto con i gestori. Anche perché molti dei nuovi mancano della professionalità necessaria". Quindi, tanto per cambiare, ne va della qualità di tutto il sistema riminese.
Sempre meno gestioni familiari. Sui 1.017 alberghi di Rimini, ben 579 sono in affitto (in base ai dati di un'indagine provinciale di fine 2010). La percentuale delle gestioni affidate è del 56,9 per cento. A livello provinciale è del 50,4 per cento: la più alta è a Riccione (59,6) e la più bassa è a Misano (21,1).
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